Scheda film

CODICE: PSV23018

TITOLO: Ludwig

REGIA: Luchino Visconti

CAST:  Helmut Berger; Romy Schneider; Trevor Howard; Silvana Mangano; Gert Fröbe; Helmut Griem; Izabella Telezynska; Umberto Orsini; John Moulder-Brown; Sonia Petrovna; Folker Bohnet; Heinz Moog; Adriana Asti; Marc Porel

TRAMA: Il capolavoro di Luchino Visconti finalmente disponibile in versione integrale da telecinema in alta definizione. Il film racconta la breve vita di Ludwig Wittelsbach, penultimo re di Baviera, salito al trono a soli diciannove anni nel 1864.

PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Francia, Germania

GENERI: Biografico

ANNO: 1972

DURATA: 228′

VISIONE CONSIGLIATA: V.M. 14 anni

EXTRA:

  • Presentazione
  • Storia del film e della sua ricostruzione
  • Omaggio a Visconti
  • Enrico Medioli
  • Umberto Orsini
  • Mario Tursi
  • Mario Chiari
  • Cast artistico
  • Cast tecnico
  • Trailer

VIDEO: 16/9  2.35:1

SUPPORTO: DVD

COLORE: Colore

NUMERO DISCHI: 2

LINGUE/AUDIO: Italiano Dolby Digital 2.0 Dual Mono

SOTTOTITOLI: Italiano per non udenti, Inglese

DATA USCITA: 04/02/2020

CRITICA:  “Chi è questo Ludwig, per Visconti? Il “Re puro” e il “Re folle” della leggenda, il sovrano ambizioso e velleitario di cui la storia ci ha tramandato gli impeti e gli errori in uno dei periodi più difficili dell’evoluzione degli Stati tedeschi, il protettore e la vittima di Riccardo Wagner, il cugino, e l’amico appassionato, di Elisabetta d’Austria moglie di Francesco Giuseppe, “un poète, un soldat, le seul Roi de ce siècle ou les rois se font si peu de chose, et le martyr de la Raison selon la Foi”, come scrisse Paul Verlaine, ma anche, e forse, soprattutto, un uomo solo, malato di solitudine, votato ai miti dell’arte e della grandezza e, da questi, perennemente respinto; sorretto da ideali nobilissimi, guidato da alte e severe ispirazioni, ma prostrato e umiliato da deviazioni, da vizi ed anche, probabilmente, da una minacciosa follia che, dopo aver fatto strage attorno a lui, nella sua famiglia, lo accecherà, alla fine, e lo sconvolgerà in modo tale da condurlo al suicidio, dopo aver perduto la stima di molti, il potere, la libertà”… Gian Luigi Rondi, Il Tempo – 9 marzo 1973