vanzina volvontè

Tre colonne in cronaca è un film anomalo nella produzione dei fratelli Vanzina: è un giallo, politico, forse più alla Maselli o Damiani, nato dallo sguardo del produttore italiano, ma con esperienze e contatti importanti a Los Angeles, Fernando Ghia, collaboratore per anni di Franco Cristaldi.


Quando insieme a Mario e Vittorio Cecchi Gori pensò di trarre un film dal libro di Corrado Augias e Daniela Pasti del 1987 sul fenomeno delle concentrazioni editoriali (la scalata Berlusconi a Mondadori e la “guerra” con De Benedetti) e su esperienze vissute nella redazione del quotidiano Repubblica, ha pensato di utilizzare un abile regista che avesse però anche un seguito di pubblico, scegliendo quindi Carlo Vanzina.

Quello che non comprese fu che il pubblico amante delle commedie popolari dei Vanzina e quello di un attore del calibro e della gravitas di Gian Maria Volontè (che interpreta un personaggio mai apertamente definito come un alter-ego di Scalfari), da sempre emblema di un cionema politico e impegnato, fossero troppo agli antipodi per far funzionare commercialmente il film, che infatti si rivelò un cocente fiasco al botteghino.

Un peccato, dato che sullo schermo i diversi registri riescono a coesistere, tra la consueta intensità di Volontè, alcuni attori internazionali, le note da commedia introdotte da un quasi esordiente Sergio Castellitto e un intreccio reso più vivace nel ritmo rispetto alla pagina scritta intrisa di macchinazioni finanziarie.

Massimo Dapporto e Sergio Castellitto

Anche il comparto tecnico impiegato è superiore alla media, a partire dalla colonna sonora è ad opera di Ennio Morricone, che conobbe il produttore Ghia durante la lavorazione del celeberrimo The Mission con Robert De Niro e Jeremy Irons, e che optò dopo qualche pressione dei produttori a una partitura meno sperimentale rispetto a quella che aveva in mente per orientarsi verso un mix tra le colonne sonore dei film di Elio Petri e il successo televisivo de La Piovra.


L’insuccesso, che costò caro ai Cecchi Gori, impedì quindi ai Vanzina di affermarsi al di fuori del genere che fino ad allora li aveva resi celebri, tuttavia Tre colonne in cronaca testimonia, soprattutto con alcuni passaggi di denuncia e satira ben poco velati, che il potenziale per affrontare film e temi diversi sarebbe stato interessante da esplorare.

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